LE AUDACINE.

US Audace al femminile

LE AUDACINE.

Elisa e Francesca, ma anche Sabrina e Melissa di cui vi parleremo nel prossimo articolo, sono l’esempio di come l’US. Audace considera il calcio uno sport fatto di passione e quindi aperto a chiunque sente forte questa passione e vuole viverla andando oltre la differenza di genere. Qui all’Audace non esistono maschi e femmine, qui esistono solo individui con la passione per il calcio.

Elisa è una giovane calciatrice, Francesca un’allenatrice. Entrambe arrivano nel mondo del calcio attraverso i loro fratelli. Li seguono nelle partite e respirano quella passione, che presto fanno propria e decidono di passare da spettatrici ad attrici.

U.S. Audace al femminile Elisa Filippini e sua presentazione

Elisa, classe 2010, prendeva lezioni di danza classica, ma non era soddisfatta, sentiva che le mancava qualcosa, la passione appunto. Come dice lei “io mi sento più sportiva”. Una frase per esprimere il suo bisogno di correre, di azione, di movimento. Invece di danzare davanti allo specchio, giocava a calcio coi suoi due fratelli divertita ed entusiasta. Sua mamma nota la sua felicità ed il suo coinvolgimento in quei momenti e così le propone di iscriversi alla scuola di calcio dell’Audace come i suoi fratelli. Elisa non si aspetta quella proposta e ne rimane meravigliata, ma accetta subito e così da dicembre 2020 si allena con i suoi coetanei ed è felicissima.

Quando si allena o quando gioca una partita si sente uguale ai suoi compagni di squadra, qualcuno ci prova a farla sentire fuori posto, ha confessato, ma a lei non importa e non li ascolta, perché sente di essere proprio dove vuole stare e che sta imparando lo sport che adora. Figure importanti per lei sono i suoi allenatori con cui ha instaurato un rapporto di fiducia; infatti alla domanda se le piacerebbe giocare in una squadra tutta al femminile, lei dice di sì, ma solo a condizione che gli allenatori rimangano gli stessi che ha ora, altrimenti no.

Quello che colpisce di Elisa è quanto lei si diverte pur faticando, visto che gli allenamenti durano 1 ora e mezza e sono molto intensi. I suoi occhi brillano quando parla del calcio e trasmette la sua gioia di giocare a calcio.

Francesca, classe 1996, dopo aver seguito per anni il fratello alle partite, nell’estate del 2020 grazie a lui partecipa al Camp estivo delle giovanili ed è lì che si accorge di un mondo fatto non solo di calcio, ma di valori umani.

Respira un’atmosfera fatta di inclusione, rispetto e tanto sano divertimento. Da quel momento vuole essere parte della famiglia degli Audacini. E così ha iniziato il percorso di formazione per diventare un’allenatrice della scuola calcio U.S. Audace ed è tesserata dall’estate 2020.

Francesca ha sempre praticato sport, ma individuali, del calcio le piace il concetto di squadra che è alla base.

In Audace sente molto forte il senso del gruppo sia dentro che fuori dal campo. In questa grande famiglia non si sente mai discriminata, né pregiudicata per il suo sesso. I suoi colleghi allenatori, ma tutto lo staff in generale, hanno una mentalità aperta e libera da condizionamenti dovuti al genere di appartenenza. Loro non la fanno sentire esclusa al contrario la coinvolgono in tutto. Con loro può confrontarsi liberamente anche per il dubbio più sciocco senza sentirsi ignorante o sotto giudizio. Spesso sono proprio i suoi compagni a spronarla a credere di più in sé stessa ed in quello che propone e la aiutano quando è in difficoltà.

La naturalità con cui gli allenatori trattano Francesca fa sì che anche i bambini che allena la rispettano e la cercano proprio come cercano gli altri, fidandosi di lei e dei suoi insegnamenti. Ormai per loro è naturale che una donna possa allenarli tanto quanto un uomo. Ormai vedono un allenatore al di là del suo sesso.

Francesca invita le ragazze a non avere remore rispetto al calcio se sentono la curiosità di avvicinarsi a questo mondo, ma di seguirla senza paura, sentendosi libere di iniziare a farne parte.

Il codice etico della Scuola Calcio Elite U.S. Audace, è sicuramente padre di questi comportamenti e queste due testimonianze per noi sono una conferma di quanto siano sentiti ed applicati in ogni situazione e nei confronti di tutti.

Il calcio è uno sport di squadra come tutti gli altri. Giocare un buon calcio non dipende dall’essere uomo o donna, ma dall’impegno e dalla passione che ci si mette. La fatica fisica è la medesima che viene richiesta in qualunque altra attività sportiva. Giocare a calcio non richiede essere “maschietti”.

Lo sport non ha barriere, lo sport va oltre ogni genere e condizione. Lo sport è il luogo dove tutti possono esprimere la propria attitudine. Insegna a fissarsi dei traguardi. Certo è innegabile, costa sacrificio e fatica, fa provare la gioia e la delusione, a volte anche il dolore, fa conoscere la vittoria e la sconfitta, ma forma individui. Tutto questo prescinde dal sesso e dalle capacità fisiche. Il motore unico è la passione.

Qui all’Audace è questa l’idea di sport e quindi di calcio che promuoviamo. Questo è il calcio che vogliamo insegnare. E presto faremo in modo che nella nostra scuola calcio ci siano sempre più ragazze che possano esprimere pienamente e liberamente la loro passione per questo sport.

U.S. Audace Scuola Calcio Elite oltre ogni barriera mentale e fisica.