Protocollo Anti Covid-19 Audace ASD

VADEMECUM CONTAGIO O SOSPETTO CONTAGIO SARS-COV 2

1. CONTAGIO O SOSPETTO CONTAGIO DI UN GIOCATORE
Se c’è un caso sospetto di Covid-19, la persona che mostra i sintomi viene dotata di mascherina chirurgica, nel caso non l’abbia già, e accompagnata nel locale dedicato alla gestione dei casi. La persona viene assistita dal “referente Covid”. Se si tratta di un minorenne vengono chiamati i genitori che dovranno avvertire il pediatra o il medico di base che procederà al triage telefonico ed eventualmente indirizzerà il ragazzo e i genitori a fare il tampone. Nel caso il tampone sia positivo comincia l’indagine epidemiologica a cura della Asl di riferimento per stabilire i contatti nell’impianto sportivo.

2. CONTAGIO O SOSPETTO CONTAGIO DIRIGENTE/ALLENATORE/ADDETTO
Se il contagio riguarda un allenatore o altro personale presente nell’impianto sportivo, addetto a mansioni specifiche inerenti all’attività sportiva stessa, la procedura è simile: l’interessato,isolato nel locale dedicato e con la mascherina, dovrà contattare il proprio medico di base per capire se sintomi sono tali da consigliare il tampone. Nel caso si recherà al centro indicato dalla Asl. Importante è che gli esiti del tampone arrivino più velocemente possibile per poter intervenire tempestivamente. Se invece un allenatore/dirigente o anche un giocatore, già assente dagli impianti sportivi, risultasse positivo al tampone, sarà comunque la Asl ad attivare il protocollo dell’indagine epidemiologica e ad avvertire il “referente Covid” per procedere con le disposizioni che riguardano l’isolamento delle persone che sono venute in contatto con l’interessato.

3. CHI VA IN QUARANTENA?
Una volta appurato con il tampone che un giocatore o un allenatore/dirigente o altro personale addetto è positivo, la Asl procede con il contact tracing. Sarà il referente Covid dell’impianto a fornire elenco dei “contatti stretti”. Per contatti stretti si intendono tutte le persone che sono state insieme alla persona contagiata nelle ultime 48 ore. La Asl “valuterà di prescrivere la quarantena a tutti compagni di squadra e agli eventuali operatori sportivi esposti”. Solitamente la quarantena riguarda tutti i “contatti stretti”. L’isolamento dura 14 giorni. Se ad essere contagiato è un allenatore/dirigente/addetto, vanno messe in quarantena tutte le persone con cui l’interessato ha avuto contatto nelle ultime 48h.

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie definisce contatto stretto:
– una persona che vive nella stessa casa di un caso di COVID-19;
– una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di COVID-19 (per esempio la stretta di mano);
– una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di COVID-19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati);
– una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore a 15 minuti;
– una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri senza;
– un operatore sanitario od altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso di COVID19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso di COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei;
– una persona che abbia viaggiato seduta in aereo nei due posti adiacenti, in qualsiasi direzione, di un caso di COVID-19, i compagni di viaggio o le persone addette all’assistenza e i membri dell’equipaggio addetti alla sezione dell’aereo dove il caso indice era seduto (qualora il caso indice abbia una sintomatologia grave od abbia effettuato spostamenti all’interno dell’aereo, determinando una maggiore esposizione dei passeggeri, considerare come contatti stretti tutti i passeggeri seduti nella stessa sezione dell’aereo o in tutto l’aereo). Il collegamento epidemiologico può essere avvenuto entro un periodo di 14 giorni prima o dopo la manifestazione della malattia nel caso in esame.

4. SE E’ POSITIVO UN GENITORE/CONVIVENTE?
Che cosa succede se ad essere positivo al Covid-19 è un «contatto stretto» di un giocatore/allenatore/dirigente/addetto, cioè un genitore o un fratello/sorella/convivente? L’interessato deve restare a casa ed è posto in isolamento ma i suoi compagni e i suoi allenatori/dirigenti «non necessitano di quarantena». I genitori devono comunicare alla società il motivo dell’assenza al referente Covid. Questo è molto importante perché nella gestione delle assenze per motivi sanitari il referente Covid può individuare «eventuali cluster di assenze» o identificare situazioni «anomale di eccesso di assenze».
La sanificazione straordinaria dopo un caso accertato di Covid-19 va effettuata se la persona contagiata è stata negli impianti sportivi nei sette giorni precedenti la scoperta della positività. Devono essere sanificate tute le zone in cui è stata presente la persona positiva: è facile intuire che si sanificherà tutto l’impianto. Per quanto riguarda il ritorno negli impianti sportivi di un positivo è necessaria la «conferma dell’avvenuta guarigione con due tamponi negativi eseguiti a distanza di 24 ore». Nel caso invece di un giocatore/allenatore/dirigente/addetto con sintomi sottoposto al tampone, che risulta negativo, è necessario che, a giudizio del pediatra o del medico, prima di tornare a frequentare gli impianti sportivi ripeta il tampone dopo 2-3 giorni: «il soggetto deve comunque intanto restare a casa».

DOTT. LORENZO FINARDI
DIRIGENTE MEDICO I° LIVELLO IN MEDICINA INTERNA
SPECIALISTA IN ENDOCRINOLOGIA